Maria Luisa Ritorno

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Recensioni
 

 

Perdono, refrattaria bianca, 2007

"Perdono", refrattaria bianca, 2007

 

Metamorfosi, refrattaria 2007

Metamorfosi, refrattaria bianca, 2007

 

Lodovico Gierut

La tangibile espressività scultorea di Maria Luisa Ritorno muove da una non breve e proficua impegnata attenzione in un ampio ambito (disegno, pittura, teatro, ...).

Tali precedenti istanze hanno fatto sì da essere un continuo punto di appoggio per la costruzione di forme che oltrepassano un semplice, fermo modello di bellezza, testimoniando la scelta vincente proveniente dalla natura (la bellezza delle cose visibili), che concretizza la sagomatura delle varie parti, ben avvertibile in "Pulcinella", "Confidenze", "Psiche"...

Non conosciamo di persona l'artista, ma l'odierna valutazione, iniziata dal leggere ciò che su di lei hanno scritto altri, è subito andata all'osservazione diretta delle sculture.

Maria Luisa Ritorno si è calata in un mondo reale, dove riconosce e si riconosce, dunque è la solidità di una piattaforma culturale a veicolare oggi quelle sue istanze che non sono l'arido frutto di un accademico tirocinio, bensì lo studio di circostanze, di fatti e di situazioni che risponde all'integrazione del soggetto con l'oggetto (la scultura), e i raggiunti traguardi non chiudono un ciclo, bensì proseguono attraccando ad altri porti dove la sosta si attiva, costruisce significandosi, dandoci valori destinati a durare e a comunicare.

La strumentazione della materia è passata anche inconsciamente da positive indagini e conoscenze trascorse, e i risultati sono qui - davanti a noi - segnati da un idealismo dove la "Metamorfosi" s'unisce alla "Maternità" e al "Perdono" (terra refrattaria patinata con delicatezza), segno concreto di una meditazione divenuta conquista...

Lodovico Gierut, "De sculptura", Caleidoscopio Edizioni.

 


 

realizzazione sito:

Loredana Filippi (www.medicinadeisignificati.it - lfilippi@medicinadeisignificati.it)